Olio extravergine Italiano, Made in Italy

Olio extravergine italiano

La nostra azienda agricola olearia produce olio extravergine di oliva in Puglia dal 1963, un olio 100% Italiano dalle connotazioni sensoriali inconfondibili.

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Di seguito ti spieghiamo le disposizioni normative riguardo l’origine dell’olio extravergine in etichetta.

 

 

 

Dal 2009: Obbligatorio indicare in etichetta il paese d’origine dell’olio extravergine d’oliva

OLIO ITALIANO – OLIO ORIGINARIO DELL’UNIONE EUROPEA – OLIO EXTRACOMUNITARIO. Quali sono le differenze?

Grazie al Regolamento (CE) 182 del 6 marzo 2009, che modifica il Regolamento (CE) 1019/2002, è entrato in vigore, in tutti i paesi della Comunità Europea, l’obbligo di indicare in etichetta l’origine delle olive impiegate per la produzione dell’olio vergine ed extravergine di oliva. In parole povere significa che sull’etichetta del vero olio extravergine Italiano, dovranno essere riportate (obbligatoriamente) le scritte come per esempio “ottenuto da olive italiane”, “ottenuto da olive coltivate in Italia” o semplicemente “Prodotto Italiano”, mentre per i miscugli di provenienza diversa sarà specificato se si tratta di:
– “miscele di oli di oliva comunitari” (olii di paesi terzi all’interno della Comunità Europea, es. Italia e Grecia)
– “miscele di oli di oliva non comunitari” (olii di paesi terzi fuori della Comunità Europea)
– “miscele di oli di oliva comunitari e non comunitari” (olii di paesi terzi all’interno e fuori della Comunità Europea).

Una buona notizia per l’ingrediente che fa davvero la differenza nella cucina italiana: l’Olio extravergine Italiano.

Un provvedimento doveroso dunque per il Made in Italy, ossia per l’ olio extravergine Italiano che tutela anche i consumatori (metà dell’olio usato in Italia proviene infatti dall’estero) e contribuisce a fermare frodi e inganni.
Quindi le aziende confezionatrici di tali prodotti devono munirsi del previsto riconoscimento e devono detenere il Registro Carico-Scarico Telematico degli olii, nel quale verranno annotati, per ogni tipo di olio in entrata e in uscita, i movimenti e le rispettive provenienze e destinazioni dei rispettivi olii vergini ed extravergini.

Un passo impegnativo dunque, ma decisivo per la salvaguardia di un prodotto italiano che oramai vede sempre più contraffazioni e col fine di garantire la rintracciabilità dell’origine dell’olio di oliva vergine ed extravergine.

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