Acidità dell’olio extravergine e classificazione

Il tenore di acidità dell’olio extravergine di oliva: acido oleico

L’Acidità dell’olio extravergine di oliva indica la percentuale di acido oleico in un olio ed è il principale indicatore della qualità dell’olio d’oliva per un eventuale acquisto. Più alto è il suo valore, più scadente è la qualità dell’olio.
L’acidità non è riscontrabile nel sapore e al palato se vogliamo fare una degustazione di olio extravergine ed è accertabile tecnicamente solo mediante le analisi chimiche di laboratorio.

Non deve essere confusa con il leggero pizzicore che spesso si sente in gola, che è invece indice di bassa acidità e di recente produzione e spremitura delle olive.

Acidità dell'olio extravergine di oliva

Classificazione merceologica degli oli di oliva da pressione in base all’acidità

Le denominazioni commerciali degli oli sono rigorosamente codificate dalla Unione Europea, infatti il regolamento CE 1513/2011 individua le seguenti categorie di oli di oliva:

 

Ottenuti con la sola spremitura meccanica di olive a basse temperatureOlio extravergine di oliva: contenuto in acidità inferiore allo 0,8% (commestibile)

Olio vergine di oliva: acidità fino al 2,0% (commestibile)
Olio lampante e derivatiOlio di oliva lampante: ottenuto mediante spremitura meccanica, presenta acidità superiore a 2,0% o altri difetti organolettici/chimici. (non commestibile)

Olio di oliva rettificato: prodotto della rettificazione chimica dell’olio lampante, volta ad eliminarne il contenuto in acidità; mancano totalmente i tipici sapori e profumi dell’olio d’oliva. (non commestibile)

Olio di oliva: composto di oli raffinati e olii di oliva vergini con acidità non superiore all’1% (commestibile)
Olio di sansa e derivatiOlio di sansa di oliva greggio: ottenuto dai residui della spremitura mediante solventi chimici

Olio di sansa di oliva rettificato: olio di sansa greggio sottoposto ad una ulteriore rettificazione chimica
Olio di sansa di oliva: olio di sansa rettificato miscelato con olio vergine con acidità non superiore all’1%(commestibile)
Regolamento CE 1513/2011 sull'acidità dell'olio di olivaPuoi scaricare il regolamento completo sulla classificazione e acidità dell’olio qui: Regolamento CE 1513/2011

 

Cosa è l'acidità dell'olio extravergine di oliva

C’è da specficare per il consumatore che è facoltativo per il produttore e confezionatore dell’olio di oliva indicare sull’etichetta della confezione il grado di acidità del prodotto, in tal caso è però obbligatorio per legge, indicare anche il numero di perossidi, il tenore in cere e l’assorbimento all’ultravioletto.

In conclusione quando acquistiamo una bottiglia o una lattina di olio di oliva dal supermercato o direttamente in frantoio possiamo presumibilmente avere la garanzia che se si tratta di olio extravergine l’acidità oleica non supera lo 0,8% mentre se si tratta di olio vergine di oliva non supera invece il 2,0%.

Perchè acquistare un olio di oliva a bassa acidità? Ecco dove trovarlo!

Un olio extravergine derivante da olive fresche e sane, raccolte e molite entro 24 ore in frantoio non può che portare ad un olio extravergine di oliva con bassissima acidità, che non supera quindi il 0,2-0,3% di acido oleico, quindi al di sotto del massimo consentito di 0,8%. Le olive raccolte all’inizio della fase di maturazione (invaiatura), quando sono ancora verdi ed acerbe sono ricche di polifenoli ed antiossidanti come le vitamine E e rappresentano un toccasana per la salute.

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