Nel 2018 approvato il disciplinare Olio IGP Puglia

Olio extravergine IGP Puglia

Importanti novità sono in arrivo per la Regione Puglia, infatti, è stata realizzata la prima bozza del disciplinare di produzione dell’olio IGP Puglia. L’iter procedurale ha preso il via dall’Associazione per la tutela e la valorizzazione dell’olio extravergine di oliva di Puglia  al fine di tutelare da contraffazioni l’olio di oliva prodotto con olive pugliesi, le stesse sono distinguibili da caratteristiche uniche e riconoscibili alla vista, all’olfatto e al gusto.

Il disciplinare IGP Puglia

Siamo alla vigilia di un importante appuntamento: l’olio pugliese sta per ottenere il riconoscimento IGP, ma cosa significa e cosa cambia per i produttori e i consumatori?

Leo Piccinno, Presidente dell’Associazione, ha ribadito che scopo finale è far in modo che sia valorizzata la filiera e si superi la scarsa valorizzazione sul mercato di questo importante prodotto. Dare valore all’olio pugliese, e in particolare del Salento, vuol dire proteggere i frutti che con amore, passione e dedizione vengono prodotti dagli olivicoltori della zona che, nonostante le tante problematiche affrontate, riescono a creare un prodotto di qualità, ma soprattutto un prodotto sano e salutare.

L’IGP Puglia inoltre protegge i consumatori che grazie ai meccanismi di controllo e alla filiera controllata possono essere sicuri della qualità di ciò che comprano. L’Indicazione Geografica Protetta non è solo un marchio, ma una filosofia di vita che devono adottare i produttori per poter dare valore aggiuntivo ai propri prodotti. Il disciplinare, in seguito alla sua approvazione è stato inviato  all’Unione Europea dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, questo invio è finalizzato a formalizzare l’iscrizione dell’olio pugliese nell’elenco delle IGP nazionali. Normalmente questa fase non dura più di 4-5 mesi, di conseguenza dalla prossima campagna olearia le bottiglie prodotte in questa Regione, e in particolare nel Salento, potranno fregiarsi  del prestigioso marchio. Questo sarà accompagnato da un logo che renderà subito riconoscibili le eccellenze pugliesi e che raffigura un’antica moneta romana che simboleggia l’unione della Puglia e la sua prestigiosa produzione di olive da olio.

Non si tratta però solo di una questione di forma, il disciplinare va a rendere omogenei i sistemi di produzione, tutela i consumatori e stabilisce le proprietà che l’olio extravergine di oliva deve avere per potersi fregiare di tale marchio.

Marchio in etichetta olio IGP Puglia

Marchio olio IGP Puglia

Il contenuto del disciplinare per l’Indicazione Geografica Protetta

Quando si parla di marchi spesso si pensa che gli stessi siano concessi in modo superficiale, in realtà così non è, per potersi fregiare del marchio IGP è necessario che ci sia una reale qualità del prodotto. Il disciplinare stabilisce che la zona di produzione è esclusivamente quella del territorio amministrativo della regione Puglia. Le cultivar utilizzabili sono determinate e in particolare si possono usare olive: Cima di Bitonto, anche conosciuta come Ogliarola Garganica o Ogliarola Barese, Cima di Melfi, Cima di Mola, Ogliarola Salentina, Cellina di Nardò, Frantoio, Coratina, Favolosa, Leccino, Peranzana. Queste varietà devono rappresentare almeno il 70% delle olive utilizzate per la produzione di olio, è quindi ammessa la presenza di altre varietà in misura del 30%, ma sempre della zona prevista dal disciplinare.

Non basta però la varietà delle olive perché anche il prodotto finale deve avere determinate caratteristiche e in particolare l’articolo 2 del disciplinare stabilisce che l’olio per avere l’IGP Puglia all’olfatto si caratterizza per un “netto fruttato di oliva di intensità variabili con evidenti note vegetali di erba appena sfalciata e/o foglia, mandorla fresca e/o carciofo”. Al gusto invece esprime “sentori vegetali, con note di amaro e piccante di intensità variabile a cui possono associarsi note di mandorle e/ o cardo, con retrogusto di erba carciofo e altri ortaggi“. Il disciplinare stabilisce poi il colore che deve essere dal “verde al giallo paglierino”. Dal punto di vista chimico l’acidità deve essere inferiore o uguale allo 0,40% e i biofenoli, importanti sostanze antiossidanti che rendono l’olio di oliva pugliese un prodotto nutraceutico, devono essere maggiori o uguali a 300 mg/kg.

Come si produce il vero olio IGP Puglia

Le parti successive del disciplinare pongono l’attenzione sui processi di coltivazione e produzione, viene quindi stabilito che le potature devono essere almeno biennali e annuali nelle coltivazioni intensive. Fertilizzazione,  irrigazione e difesa fitosanitaria devono seguire specifiche norme. La raccolta deve essere fatta da albero, quindi non si possono raccogliere olive già cadute e non si possono lasciare i teli a terra per raccogliere le olive cadute spontaneamente.

L’estrazione deve avvenire ad una temperatura uguale o inferiore a 27°C e deve avvenire in un breve lasso di tempo dalla raccolta. Nel periodo tra raccolta e molitura devono essere conservate in cassette di plastica traforate, non in sacchi.  La molitura può avvenire anche per centrifugazione o percolazione.  Appare importante sottolineare anche che l’imbottigliamento deve avvenire entro il 30 settembre dell’anno successivo rispetto alla campagna di produzione, questo vuol dire che sulla tavola può arrivare solo olio IGP Puglia di nuova produzione, anche questa è un’importante tutela per i consumatori.

Queste sono solo le parti essenziali del disciplinare IGP Puglia, è possibile avere ulteriori informazioni attingendo direttamente alla fonte cioè al PDF del disciplinare di produzione

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