Campagna olearia 2020/2021: tendenze produttive

Campagna olearia 2020/2021 e tendenze produttive

E’ arrivato il momento di fare il punto sulla campagna olearia 2020/2021 e a dare i risultati di questa annata è ISMEA (Istituto dei Servizi per il Mercato Agricolo Europeo) che è in grado di offrire ottimi spunti di riflessione.

Fonte ISMEA – Maggiori informazioni e dati relativi al settore olio di oliva sono disponibili nella “Scheda di settore” alla pagina: http://www.ismeamercati.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/3523#MenuV

Andamento della produzione mondiale di olio di oliva

A livello mondiale la produzione di olio di oliva è stata di 3,06 tonnellate con un calo che si attesta intorno al 4% rispetto all’anno precedente. Ovviamente questo calo totale non riflette le situazione dei singoli Paesi, infatti l’Unione Europea segna un indice positivo con un aumento della produzione del 7%. A livello mondiale il paese che più di tutti è stato in grado di produrre olio è la Spagna che ha un aumento della produzione rispetto al 2019 del 24%, sebbene ci sia stata una carenza idrica che ha determinato risultati inferiori rispetto alle aspettative. La Grecia, altro produttore importante a livello mondiale, segna una flessione negativa pari al 4%, più elevata quella del Portogallo, con un calo del 22%.  Segna invece un netto calo di produzione, fuori dall’Unione Europea, la Tunisia che ha praticamente dimezzato la produzione del 2019.

Andamento in Italia della campagna olearia 2020/2021

Ma cosa succede in Italia? La campagna olearia 2020/2021 fa registrare un calo del 25%, questo è determinato soprattutto dalle regioni del Sud che hanno subito cali dovuti alle patologie. La produzione relativa all’ultima campagna olearia si attesta su 273 mila tonnellate. La Puglia fa registrare un calo di produzione del 45%, mentre la Calabria del 36% e la Sicilia del 5%.  I dati invece sono positivi per le regioni del Centro Italia, infatti tiene la produzione della Toscana, che raddoppia addirittura quella dell’anno precedente. Dati positivi anche per l’Umbria con un + 82% e quelli del Lazio con un incremento di produzione del 58%. Segno positivo anche per la Liguria. 

La Regione leader  per quantità prodotte  resta però la Puglia con 782.711.847 kg di olive molite, 774 frantoi e 117.477.384 kg di olio prodotto. Seguono in questa classifica la Calabria (212.044.907 kg di olive molite) e la Sicilia( 201.122.974 kg di olive molite). Ecco perché, nonostante il vistoso aumento di produzione delle altre Regioni d’Italia, le perdite totali non sono state contenute, cioè le regioni del Sud, che sono le maggiori produttrici, hanno sofferto e questo ha portato un calo in tutto il paese.

Le giacenze delle campagne olearie precedenti

Per capire il mercato globale dell’olio e il suo funzionamento è bene fare un cenno anche alle scorte di olio degli anni precedenti. All’inizio della campagna olearia 2020/2021 le scorte dell’Unione Europea erano di 453 migliaia di tonnellate, il dato era già in forte calo rispetto a quelle della campagna precedente, cioè 2019/2020, che erano di 631 migliaia di tonnellate. Le giacenze registrate prima della campagna olearia 2020/ 2021 mostrano il terzo calo consecutivo, ma soprattutto ci si attende un ulteriore calo per la prossima campagna olearia. La presenza di poche giacenze porta naturalmente delle flessioni di prezzo dell’olio di oliva della nuova annata verso l’alto.

Un altro dato positivo riguarda la domanda di olio che è aumentata del 6% nel 2020, in Italia l’aumento è stato determinato soprattutto dalla grande distribuzione che in risposta ad una riduzione vistosa causa covid da parte della ristorazione, ha visto un aumento delle vendite. Gli scambi mondiali sono invece aumentati del 18%, a questi però non è corrisposto un aumento del valore degli scambi proporzionale, ma solo del 5%, segno che i prezzi sono rimasti costanti o in calo. Un dato positivo riguarda il rapporto tra la domanda di olio di oliva e l’olio di sansa; mentre il primo è cresciuto del 19%, l’olio di sansa solo del 10% , è netta, invece, la differenza del valore che per l’olio di sansa cala del 13%.

Le esportazioni di olio italiano

Per l’Italia vi sono dati positivi anche per le esportazioni confermando così che il made in Italy continua ad essere un punto di riferimento per coloro che amano la buona cucina in tutto il mondo. In generale le esportazioni dell’Olio di oliva hanno buoni risultati, ma l’Italia riesce ad ottenere un saldo positivo del 23% , mentre la Spagna solo del 4%. Ottimi i risultati della Tunisia che  riesce a raddoppiare le esportazioni rispetto alla campagna olearia precedente. La campagna però è caratterizzata da un certo disequilibrio, infatti nel primo trimestre del 2021, si è registrato un calo della domanda dagli Stati Uniti dell’8%, mentre la domanda proveniente dal Giappone e dal Canada registra cali a due cifre, tiene invece la domanda di olio italiano fatta da Germania e Regno Unito.

I prezzi dell’olio di oliva nella campagna olearia 2020/2021

L’ultimo dato analizzato da ISMEA e riferito all’olio extravergine di oliva riguarda il prezzo, questo fin dall’inizio della vendita si è stabilizzato intorno ai 4 euro /kg con picchi di 4,77 euro/kg . La piazza locale però è leggermente diversa. Ritornando alle Regioni che più di altre producono olio, in Puglia si sono avute differenze di prezzo per l’olio anche tra la zona Nord e quella Sud. Nei primi mesi del 2021 nella zona Nord il prezzo dell’olio è di 4,80 euro al kg e nella zona sud 4,75 euro. Un calo fisiologico si è avuto in primavera inoltrata, quando al Nord della Puglia il prezzo era di 4,60 euro/kg e nella zona Sud 4,40. La Calabria fin da subito invece ha mostrato prezzi più alti, a marzo è stato raggiunto il picco di 4,85 euro al kg, mentre a giugno il calo è stato vistoso a 4,45 euro. In Sicilia il prezzo nei primi mesi del 2021 è stato di 5,26 euro al kg, raggiungendo anche picchi di 6 euro. Molto inferiori sono invece le quotazioni di Spagna e Tunisia che si attestano intorno ai 3,50euro.

Fonte ISMEA – Maggiori informazioni e dati relativi al settore olio di oliva sono disponibili nella “Scheda di settore” alla pagina: http://www.ismeamercati.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/3523#MenuV

Naturalmente qualità e disponibilità di olio sono determinanti per i prezzi, ma di sicuro acquistare un buon olio extravergine di oliva pugliese, come quello del Frantoio Oleario Schirinzi, fa la differenza in termini di gusto e proprietà organolettiche che vengono conferite anche dal terreno e dal clima che sono varianti non riproducibili altrove.

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