Consumi di olio pugliese: l’oro del Salento sempre più richiesto

I consumi di olio pugliese in tutto il mondo stanno aumentando, forte la domanda di export di quello che può essere considerato l’oro verde

Olio di oliva: un prodotto sempre più richiesto

La dieta mediterranea, dichiarata nel 2010 “Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità” dall’UNESCO, attira sempre più consensi in tutto il mondo in quanto si tratta di un regime alimentare salutare che non mette a rischio il sistema cardiovascolare.  L’alimento cardine di essa è l’olio extravergine di oliva: il condimento più salutare in commercio, infatti, protegge cuore e arterie, contribuisce ad aumentare il livello di colesterolo buono, che a sua volta contrasta il colesterolo cattivo e ha importanti proprietà antitumorali.

A confermare questa tendenza di aumento dei consumi di olio pugliese è la Coldiretti che ha analizzato i consumi di olio nel tempo. Andiamo con ordine. Dai dati emerge che negli ultimi 25 anni la domanda mondiale di olio è cresciuta del 73%, record confermato nel 2016. La Coldiretti ha confermato un aumento delle esportazioni di olio italiano dell’8%. Deve però essere sottolineato che nonostante la flessione di produzione del 2016, gli italiani hanno aumentato i consumi dell’8%, segno che amano mangiare bene e stanno riscoprendo il valore dei prodotti genuini.

Proprio alla riscoperta  del mangiar sano l’ISTAT ha collegato l’aumento di aspettativa di vita degli italiani che oggi è di 82 anni.

Quali sono i consumi di olio a livello mondiale?

L’olio di oliva rappresenta nel mondo solo il 3% dei consumi di grassi vegetali, in Italia i consumi olio medi si aggirano intorno a 581 mila tonnellate l’anno, con un consumo pro-capite di 12 kg annui. Ciò implica che la produzione italiana non riesce a garantire il fabbisogno nazionale di olio. Diventa per questo importante stare attenti al momento in cui si acquista, infatti, potrebbe essere spacciato per olio pugliese anche un prodotto di bassa qualità ottenuto da semi vari o da olive di importazione, soprattutto da Tunisia, Spagna e Grecia. Queste non hanno gli stessi valori nutrizionali dell’olio di oliva extravergine pugliese. Per evitare frodi, se si vogliono incrementare i propri consumi di olio pugliese, è bene comprare direttamente dal produttore.

In Spagna, primo produttore al mondo di olio d’oliva, i consumi si aggirano intorno solo a 490 mila tonnellate, con un consumo pro-capite di 10 kg annui.

I Greci invece, con un consumo annuo di 200 mila tonnellate detengono il primato a livello mondiale per consumo pro-capite, che si aggira intorno a 20 kg annui.

I consumi dell'olio extravergine di oliva

Chi importa l’olio italiano?

I Paesi che importano maggiormente sono Giappone, Cina, Stati Uniti con un aumento della domanda che nella sola Cina è del 18%. L’aumento è determinato anche dal miglioramento delle condizioni economiche in questo Paese e quindi dalla volontà di iniziare a mangiare bene con una particolare attenzione anche alla salute e alla qualità della vita. A tal proposito, le particolari proprietà nutrizionali hanno portato ad un aumento di consumi di olio pugliese.

Gli Stati Uniti sul podio dei consumatori di olio di oliva sono al terzo posto, dopo Italia e Spagna, con 308 mila tonnellate l’anno, consumi di olio aumentati in 25 anni del 20%. A conferma di questo dato vi sono quelli sulle esportazioni italiane che vedono 1/3 dell’olio andare proprio verso gli Stati Uniti.

Il Giappone ha consumi di olio di 60 mila tonnellate l’anno con un incremento di consumi del 1400% in 25 anni, Gran Bretagna 59 mila tonnellate, Germania 58, ma forti aumenti di domanda vi sono anche in Brasile, Russia e Francia.

I consumi di olio pugliese

Da dove arriva l’olio importato dai vari Paesi del mondo? Ovviamente l’Italia non può coprire il fabbisogno di tutto il mondo, ma chi cerca qualità vuole olio pugliese. Dalle statistiche emerge che sono in aumento i consumi di olio pugliese, ciò appare ovvio se si considera che  la Puglia detiene il primato di produzione in Italia con oltre 242 mila tonnellate di olio nel 2015, i dati del 2016 come risaputo sono sconfortanti, ma per il 2017-18 si prevede un aumento di produzione che nel tempo dovrebbe essere costante. Il calo di produzione del 2016 non va però ad influenzare il dato totale che vede la regione Puglia come produttrice di quasi la metà dell’olio prodotto in tutta Italia.

I consumi di olio pugliese non sono in aumento solo in Italia,  infatti, la Coldiretti ha registrato nella passata campagna olearia un aumento della domanda di export del 9% di olio pugliese al punto che è il terzo prodotto della Regione per esportazione. I dati sono incoraggianti e i consumi di olio pugliese potrebbero ancora aumentare perché per l’anno 2017/18 Coldiretti stima un aumento di produzione del 18,8%.

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