|
Quale Composizione dell'Olio
Extravergine di Oliva
E' noto che le caratteristiche di un olio
d'oliva dipendono da molti fattori: cultivar, ambiente pedo-climatico,
sistema di coltivazione, epoca e sistema di raccolta delle olive, tecnologia e
modalità di trasformazione, e conservazione del prodotto. Gli olii d'oliva si
differenziano sia per caratteristiche organolettiche (aroma, odore, sapore), sia
per le caratteristiche chimiche (composizione, acidità, ecc.). Molti di questi
fattori che influenzano la qualità di un olio non sono modificabili (per esempio
condizioni pedo-climatiche), poichè
tipici di un determinato luogo, altri invece possono essere facilmente
adattabili, come le tecniche colturali e modalità di estrazione. Pertanto, per produrre un olio
eccellente bisogna individuare ed evidenziare, le caratteristiche organolettiche
e chimiche migliori, degne di attenzione da parte del consumatore. L'olio d'oliva è un grasso che si presenta allo
stato fisico liquido a temperatura ambiente (20°C), ed è costituito da
un punto di vista chimico per il 98-99% da una miscela di
trigliceridi
detta frazione "saponificabile" e per il rimanente 1-2% da un insieme di
composti che rappresentano "insaponificabile".
-
Frazione gliceridica
I trigliceridi differiscono tra loro per la natura degli acidi grassi
e/o per la posizione che questi ultimi occupano; gli acidi grassi a loro
volta a secondo del grado di saturazione da parte degli atomi di
idrogeno vengono distinti in acidi grassi saturi
e insaturi. Sono acidi grassi saturi
tutti i grassi che si presentano con consistenza solida in natura (molto
diffusi nei grassi animali), mentre gli insaturi si presentano in natura
con consistenza liquida a temperatura ambiente e sono rappresentati da
acidi grassi monoinsaturi e
polinsaturi a secondo della presenza di uno
o più doppi legami (i doppi legami conferiscono maggiore fluidità,
abbassano il punto di fusione e rende l'olio meno stabile poichè
attaccabile facilmente dall'ossigeno). Analizzando la composizione acidica dell'olio d'oliva, è evidente che la
frazione monoinsatura, rappresentata dall'acido
oleico, è la più abbondante (fino all'83%) e tutti gli altri
presentano percentuali molto inferiori; per esempio gli acidi grassi
saturi come il palmitico
e lo stearico, sono presenti nell'olio d'oliva
rispettivamente con valori compresi tra 5,7% e 18,6% e 0,5% e 4,0%. Tra
gli acidi grassi polinsaturi prevalgono nell'olio d'oliva l'acido linolenico e
linoleico, generalmente indicati come "acidi grassi essenziali"
(AGE) poichè indispensabili per l'accrescimento e funzionamento dei
tessuti, e l'uomo non è in grado di sintetizzarli; le percentuali sono
rispettivamente tra 0,1% e 0,6% e 3,5% e 20,0%.
L'elevato contenuto di acidi grassi monoinsaturi rappresenta
l'elemento distintivo dell'olio d'oliva rispetto agli altri grassi di
origine vegetale.
-
Frazione insaponificabile I costituenti minori dell'olio d'oliva, detti
l'insaponificabile, rappresenta l'1-2% del totale. Si tratta della
componente che diversifica questo prodotto dagli altri grassi liquidi e
comprende circa 220 sostanze. Alcuni di questi costituenti dell'olio d'oliva hanno valore terapeutico,
altri rappresentano la parte principale della nota aromatica dell'olio
(profumi-sapori), altri ancora sono efficaci antiossidanti naturali in
grado di conferire al prodotto resistenza all'invecchiamento. Tra essi
si evidenziano: idrocarburi, tocofenoli, composti fenolici, alcoli,
steroli, pigmenti colorati, ed elementi secondari.
Idrocarburi: Rappresentano circa il 60%
dell'insaponificabile, e di questi il 60-70% è rappresentato dallo
squalene (idrocarburo saturo) che incide sulle proprietà nutrizionali
degli oli, mentre la restante parte svolge funzione preminente per
l'accertamento delle caratteristiche di genuinità e qualità del
prodotto; Tocofenoli: Nell'olio d'olica i tocofenoli
sono presenti con le forme
α, β, γ
e
δ.
Il 90% della componente tocofenolica è nella forma
α,
che è anche quella biologicamente più attiva e nota come vitamina E. I
tocofenoli sono antiossidanti naturali che inibiscono il processo di
irrancidimento del prodotto, e per svolgere questa funzione protettiva
occorre che il rapporto tra quantitativo di vitamina E (mg) e quello di
acidi polinsaturi (g) non sia inferiore a 0,79 mg/g;
Steroli: le piante oleaginose hanno una
composizione percentuale della frazione sterolica diversa per ciascuna
specie. Nell'olio d'oliva, dove prevale la frazione del
β-sitosterolo,
sono stati identificati i seguenti steroli: colesterolo (prevalente nei
grassi animali), campesterolo, uvaolo, stigmasterolo, clerosterolo,
eritrodiolo e
β-sitosterolo.
Questi composti svolgono funzione di antiossidanti naturali, ed inoltre
accertano la genuinità del prodotto poiché la frazione sterolica è diversa
per ogni tipo di pianta oleaginosa; Composti fenolici: i composti fenolici
dell'olio d'oliva differiscono da quelli contenuti nelle olive, e il
loro aspetto quali-quantitativo è fortemente condizionato dalla varietà,
stadio di maturazione al momento della raccolta e dal processo di
estrazione. Infatti, essendo idrosolubili, durante il processo di
estrazione una parte consistente di polifenoli viene allontanata con le
acque di vegetazione; inoltre è noto che le azioni enzimatiche che
avvengono durante l'estrazione determinano la scissione in molecole più
semplici rispetto a quelle che si trovano nell'oliva. Gli oli di oliva
vergine ed extra-vergine comunque sono gli unici grassi vegetali che
contengono naturalmente quantità apprezzabili (50-500 mg/kg) di sostanze
fenoliche; il riferimento agli olii vergini non è casuale perchè
qualsiasi tipo di manipolazione chimica di rettificazione si compia su
questo prodotto non può che distruggere completamente il patrimonio
fenolico naturale. Il potere antiossidante dei polifenoli, evidenziato da alcuni studiosi,
ha consolidato l'importante ruolo che questi composti svolgono sulla
stabilità dell'olio d'oliva; la letteratura è ricca di informazioni che
mettono in rilievo la correlazione positiva tra quantità di polifenoli
totali in oli vergini e la resistenza nel tempo all'ossidazione (periodo
di induzione). Inoltre, studiosi hanno evidenziato l'azione sinergica
tra polifenoli e
α-tocofenoli
(vitamina E) sulla stabilità dell'olio d'oliva vergine;
Pigmenti colorati: essi impartiscono le
colorazioni caratteristiche all'olio d'oliva, essi sono rappresentati da
clorofille e carotenoidi. Le clorofille di tipo a e b conferiscono agli
oli appena estratti il colore verde intenso, possono oscillare tra 0 a
10 ppm, e anch'essi variano in relazione alla cultivar ed allo stadio di
maturazione dei frutti. Queste sostanze meritano attenzione poiche in
presenza di luce agiscono sull'olio come proossidanti, mentre al buio,
in sinergia con i fenoli lo proteggono dall'ossidazione;
Alcoli: nell'olio si trovano alcoli
alifatici ed alcoli triperpenici, essi si trovano esterificati nelle
cere ed hanno una grande importanza analitica, per l'individuazione
degli oli ottenuti mediante estrazione con solvente oppure mediante pressione
meccanica; Altri elementi secondari:
Si tratta di
aldeidi, terpeidi, esteri, chetoni, ecc. che influenzano la nota
aromatica dell'olio e quindi composti coinvolti nella sua valutazione
edonistica.
(Per conoscere le caratteristiche chimico-fisiche
imposte dalla normativa per gli oli d'oliva clicca
qui).

|